Chivasso cittadina

Chivasso


cittadina


Chivasso (Civass in piemontese) è un comune italiano di 26 025 abitanti della città metropolitana di Torino, situato nella regione storico-geografica del Canavese, in Piemonte. Tra il XII e il XIV secolo, Chivasso fu capitale del Marchesato del Monferrato, prima del trasferimento della corte a Casale. Tuttavia, ad oggi la città non è più considerata parte geografica del Monferrato, sebbene ne faccia parte storicamente. I primi a insediarsi nel sito dell'attuale città furono gli antichi popoli celtici dei Salassi e dei Galli cisalpini, in un periodo compreso tra l'VIII e il II secolo a.C. Nella stessa area, intorno al II secolo a.C., i romani fondarono una colonia, con la funzione di accampamento militare e stazione di rifornimento lungo l'antica via Gallica. Nel 1164, sotto la protezione dell'Imperatore del Sacro Romano Impero germanico, Clavasium diventa parte del feudo della famiglia nobiliare degli Aleramici. Quando questi assumono il rango di Marchesi del Monferrato, per Chivasso inizia un periodo di grande prosperità: infatti, la città viene dotata di nuove fortificazioni difensive, di un castello, di una zecca (autorizzata per coniare monete d'oro e d'argento) e di una nuova chiesa parrocchiale, in sostituzione dell'antica Collegiata di San Pietro (situata, un tempo, all'incrocio tra la strada stradale Torino e via Paleologi), di cui rimane solo il Crocifisso dell'altare maggiore (attualmente conservato nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli). Nel XIV secolo, a seguito dell'estinzione della dinastia Aleramica, la città passa sotto il dominio dei Paleologi di Bisanzio: sotto di essi, Chivasso rimane capitale del marchesato del Monferrato e, sotto il Marchese Teodoro II Paleologo, ospita una colta e prestigiosa corte, ma i suoi cittadini dovettero più volte prendere parte alle spedizioni militari del signore. Agli inizi del XV secolo, inoltre, la città diventa, grazie al mecenatismo dei nuovi signori, meta per pittori, poeti e filosofi provenienti da tutto il Piemonte, in un piano di arricchimento culturale che culmina con la costruzione del duomo di Santa Maria Assunta. Nel 1431, a seguito dell'elezione di Casale Monferrato a rango di capitale del Marchesato, la città viene annessa ai territori dei Savoia divenendo uno dei più importanti centri del Canavese, anche grazie all'arte della tipografia (Jacobino Suigo, uno dei più importanti editori dell'epoca, apre la sua prima bottega a Chivasso). La città, nel XVI secolo, vive un periodo di forte instabilità economica e sociale, quando le scorrerie e i saccheggi dei Lanzichenecchi portano la città a uno stato di degrado e arretratezza senza precedenti. Nel 1536, inoltre, le truppe del re Francesco I di Francia, in marcia verso Pavia, marciano su Chivasso, radendo al suolo le fortificazioni edificate dagli Aleramici e lasciando così la città priva di difese. Dopo la pace di Cateau-Cambrésis Chivasso passa di nuovo sotto il dominio dei Savoia, che la forniscono di una nuova cinta muraria. Nel 1705, durante la guerra di successione spagnola, Chivasso subisce l'assedio delle truppe francesi, dirette verso il capoluogo piemontese, riuscendo a fermarle per un po', prima di cadere sotto i colpi di cannone dell'esercito del Re Sole (che abbattono la guglia del Campanile del Duomo, simbolo della città). Per questo motivo, nel 1759, a Chivasso viene assegnato il "Titolo di Città", che va ad aggiungersi a quello di "Contessa di Castelrosso, di Torassi, Berre e Margherita" (1733). In questo periodo padre Giuseppe Borla (1728–1797), priore del locale Convento di Sant'Agostino (situato all'incrocio delle odierne via Borla e via Torino), scrive il libro Storia di Chivasso dalle origini al 1795, la cui trascrizione è stata data alle stampe nel 2013, a opera dei due storici chivassesi Flavio Rosso e Bruno Pasteris. I tre volumi, di circa 1800 pagine, corredati da un vasto apparato iconografico e storiografico, sono editi dalla Pro Loco Chivasso L'Agricola Editore. La città passa sotto il dominio Napoleonico nel 1800, dopo un Assedio durato parecchie settimane. Con il Congresso di Vienna del 1815 ritorna nuovamente sotto i Savoia, e, con il loro supporto, la città vive una vera e propria "rivoluzione industriale": vengono eseguiti lavori di ammodernamento all'Ospedale Civico e alla stazione di Chivasso, vengono create nuove fabbriche in tutto il territorio comunale e, negli anni '60 dell'Ottocento, viene edificato il Canale Cavour, maestosa opera di ingegneria idraulica che permette di riqualificare le fertili risaie del Vercellese; nel 1870, infine, viene edificato un ponte sul Po per unire Chivasso alla collina del Monferrato. Negli anni '90 del XIX secolo, Chivasso fu il primo comune piemontese a organizzare la vaccinazione obbligatoria contro il vaiolo. Le prime realtà industriali cittadine furono il lanificio Emilio Gallo & f.llo, fondato dagli omonimi imprenditori biellesi nel 1911, oltre alle officine Scacchi, fondate dall'ing. Cesare Scacchi nel 1911, dove si producevano automobili con il marchio Caesar. Nel 1915 la Scacchi fu rilevata dalla torinese Diatto che utilizzò le officine chivassesi per la costruzione su licenza dei motori d'aviazione Gnome et Rhône, attività che cessò nel 1919. La prima guerra mondiale fece numerose vittime tra i chivassesi, che in loro onore eressero un monumento in piazza d'armi, inaugurato nel 1919 dal Principe di Piemonte in persona, raffigurante la dea Vittoria che incorona un Soldato Italiano; inoltre, lo spopolamento delle campagne e delle fabbriche portò a un periodo di grave crisi economica, che ebbe ripercussioni profonde sulla popolazione. In questo periodo, inoltre, la città dovette ospitare dei Soldati Polacchi in attesa del rimpatrio, alloggiati negli appartamenti d'onore della Mandria di Chivasso. Successivamente, con l'ascesa al potere di Benito Mussolini, la situazione sembrò migliorare: rifiorì l'economia, con l'apertura di nuove fabbriche, l'inaugurazione di due nuove sedi per i mercati cittadini (la Tettoia del Mercato dei polli, in piazza Carlo Noè, e quella del Foro Boario, davanti alla caserma Giordana) ed un grande progetto urbanistico di rinnovo degli edifici pubblici cittadini. Purtroppo, però, la seconda guerra mondiale portò nuovi morti alla città, che venne bombardata dagli Alleati, il 12 maggio 1944, divenendo in seguito il centro delle lotte tra i partigiani e i nazifascisti. Durante uno di questi attacchi, al primo piano dell'attuale palazzo Tesio, viene firmata la Dichiarazione di Chivasso, documento alle origini degli attuali federalismi italiano ed europeo. Negli anni '50 e '60 del Novecento il "boom" economico travolge anche la piccola cittadina, che vive un periodo di forte esplosione demografica ed economica, con il raddoppio della popolazione residente (tra il 1951 e il 1971); in questo periodo, in città vengono edificate una centrale termoelettrica, e uno stabilimento della Lancia che, in poco tempo, diventa una delle principali fabbriche automobilistiche in tutta Italia. La decisione della chiusura dello stabilimento, nel 1993, provoca un periodo di gravissime conseguenze economiche e sociali, che si ripercuotono sulla città e sulla sua popolazione; Inoltre, la città subisce ingenti danni durante le alluvioni del Po del 1994 e del 2000: in particolare, nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1994, crolla il ponte a dieci arcate di mattoni sul fiume, costruito oltre centotrenta anni prima, il quale viene ricostruito negli anni seguenti con una moderna struttura di calcestruzzo a campata unica. Lo stemma e il gonfalone storicamente in uso sono stati riconosciuti ufficialmente con DCG del 28 gennaio 1938. Il gonfalone è un drappo di azzurro riccamente ornato di ricami d'oro.

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Chivasso è un punto tappa su La Via Francigena. Puoi raggiungere Civitas Vaticana - Città del Vaticano in 38 giorni.

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