Terni città

Terni


città


Terni è una città dell' Umbria. Terni sorge sulle rive del fiume Nera e del fiume Serra, in una vasta e fertile conca circondata dall'Appennino umbro-marchigiano e dal Subappennino laziale, nella parte meridionale dell'Umbria. Il territorio comunale è ampio (212,43 km²), e si estende intorno alla città di Terni, (Val Ternana) fino alla Valnerina ad est e alle Terre Arnolfe a nord/nord-ovest. La città gode di un tipico clima mediterraneo, mite e confortevole nei periodi primaverili ed autunnali. Le stagioni più piovose sono la primavera e l'autunno, prevalentemente nei mesi di novembre e aprile. L'estate è calda, umida, afosa e tendenzialmente siccitosa, mentre l'inverno è freddo e piovoso, ma con notevoli picchi di freddo e intervallati fenomeni nevosi di una certa consistenza. In generale, il clima è abbastanza ventilato poiché i venti diminuiscono d'intensità incontrando le montagne limitrofe. Terni ha origine umbro-sabine preromane, come attestato dai numerosi reperti conservati nel museo archeologico dell’area ex Siri-Caos. In epoca romana entrò a far parte del municipio di Interamna Nahars e vennero costruite delle mura e un anfiteatro, i cui resti sono ancora visibili a fianco del duomo. Durante i primi secoli di cristianesimo vescovo di Terni divenne San Valentino, protettore degli innamorati, le cui spoglie sono ancora oggi venerate nella basilica sul colle appena sopra il centro cittadino. Nel 1174 le soldataglie del vescovo Cristiano di Magonza presero e distrussero la città con l'accusa di non pagare le presunte gabelle dovute all'imperatore. All'epoca medievale risalgono il santuario di San Francesco e la chiesa di san Salvatore. Agli inizi del Quattrocento, Terni aveva tra i sei e i settemila abitanti, 300 torri cittadine e una cinta muraria completa e in fase di miglioramento per le artiglierie. Era una città di medie dimensioni, più grande di Narni, urbanisticamente parlando, e poco più grande di Spoleto. Era una città-stato molto sviluppata e ricca grazie alla spinta di fiorenti commerci e di una crescente attività manifatturiera. Il seicento sarà un'epoca di pace e dominio papale, in cui molti edifici cittadini fra chiese e palazzi nobiliari rinnoveranno la loro struttura esteriore e interna. Il "quieto vivere valligiano" di questa medio-grande comunità umbra fu bruscamente interrotto il 16 febbraio 1797, quando il generale Louis Alexandre Berthier da Spoleto dettò le condizioni di resa all'Armata Francese. Nel marzo dello stesso anno, Terni fu dichiarato municipio cantonale urbano appartenente al Dipartimento del Clitunno, con capoluogo Spoleto. Al ritorno di Terni al Papa seguì un periodo di relativo benessere: nel 1842 fu ammodernata la ferriera, nel 1846 fu inaugurato un moderno cotonificio, arrivò la ferrovia Pio Centraleche la collegava a Roma e ad Ancona. Il 20 settembre 1860 i bersaglieri piemontesi del colonnello Brignone entrarono a Terni attraverso la Porta Spoletina. Il Plebiscito che seguì e formalizzò l'annessione al Regno d'Italia vide 1 solo voto contrario a fronte di 3.461 voti favorevoli. Negli anni successivi all'unità d'Italia Terni sviluppò la propria vocazione industriale sfruttando le acque del Nera e del Velino. In pochi anni vennero costruite la grande acciaieria, la Fabbrica d’Armi ed altri imponenti complessi industriali. Nel 1927 fu istituita la provincia di Terni e il territorio comunale fu ampliato con l'aggregazione dei comuni limitrofi di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Stroncone, Papigno, Marmore, Piediluco e Torre Orsina. Nodo industriale di primaria importanza, Terni fu oggetto di oltre cento bombardamenti da parte degli Alleati durante la loro campagna di guerra in Italia: l'11 agosto del 1943 un bombardamento aereo, senza che l'UNPA facesse in tempo a lanciare l'allarme, provocò un numero elevatissimo di vittime, quasi tutte civili, e la distruzione di numerosi edifici della città vecchia. Gli inglesi del generale Alexander entrarono in città il 13 giugno del 1944.

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